Domani al Santuario di Imbersago si inaugura la mostra e si presenta il Quaderno n 2″ll beato Paolo VI e la Madonna del Bosco”

copertina Siamo lieti di invitare la S.V.
domenica 29 marzo 2015 alle ore 17,00
presso il salone della Casa del Pellegrino

alla INAUGURAZIONE della Mostra
“PAOLO VI BEATO: L’UOMO, L’ARCIVESCOVO, IL PAPA”

 e alla PRESENTAZIONE del nuovo libro
“IL BEATO PAOLO VI E IL SANTUARIO  DELLA MADONNA DEL    BOSCO”
di Ambrogio Amati – Ed. Ancora,
presente l’Autore e Autorità locali.

Interverranno: Ambrogio Amati, giornalista e padre Giulio Binaghi, Rettore del Santuario

Con il patrocinio dei Comuni di Imbersago e di Merate.

retrocopertina conaletta

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L’Isola e la Grande Guerra: una interessante serata all’Ateneo di Bergamo a parlare di Camilla, Marianna e Teresa

2015-03-18 Ateneo incontroSerata all’Ateneo di Scienze Lettere ed Arti di Bergamo, il 18 marzo 2015, alle ore 17, con un pubblico attento e appassionato alle figure proposte. Donne dell’Isola e della Valle San Martino che hanno passato attraversato il periodo della Grande Guerra con percorsi diversi ma tutti intensi e affascinanti.

Ne propongo l’introduzione.

“Sono state scritte molte pagine sul ruolo della donna a cavallo della Grande Guerra. Ne sono scaturite figure ormai quasi leggendarie sul fronte laico come Aleksandra Fedorovna Romanova o Aleksandra Michajlovna Kollontaj, Greta Garbo o Mata-Hari, e religioso come Armida Barelli e Francesca Cabrini, ma anche Adelaide Coari ed Antonietta Giacomelli, per restare all’Italia.

In queste righe si è cercato di cogliere i tratti di alcune di quelle che hanno vissuto in quel periodo in un territorio circoscritto: l’Isola Bergamasca, sconfinando un po’ nella Valle San Martino. Non si tratta evidentemente di una ricerca comparativo-quantitativa per individuare aspetti di rilievo nella vita del tempo, quali: la famiglia, la società, il lavoro, il matrimonio, i figli o la religiosità. Sono piuttosto spaccati emersi nel corso di ricerche finalizzate a raccontare le loro e altre storie. Tuttavia sono vicende che rivelano il modo di essere donna, di vivere un’ epoca, di pensare e pensarsi, e che rappresentano simbolicamente la situazione esistenziale di molte altre. Accomunate dall’appartenere a famiglie contadine, numerose, da una vita certamente non facile, dalla ricerca del sacro, del divino.

Sono donne fragili e piene di contraddizioni come Camilla Bravi, le sorelle e sua madre Erminia Moscheni – di Prezzate, Curno e Ponte San Pietro –, descritte nel romanzo storico Il mio destino è Amore1; o dalle radici robuste e solide come Marianna Mazzola madre di papa Roncalli – di Sotto il Monte –, o di persone inquiete come Teresa Secomandi – di Pontida –, “incontrate” nella stesura del volumetto di storia locale La Madonna del Bosco e Papa Giovanni XXIII2. Lo ripeto, sono affreschi allusivi di una situazione più ampia, caratterizzata da una società in profonda trasformazione, “di passaggio”.

Per inquadrare l’epoca e gli avvenimenti mi sono avvalso di alcuni appunti preparatori di due volumetti che ho in preparazione sulle cose notevoli del territorio di Mapello e del Santuario di Concesa che sorge a Canonica, una frazione di Trezzo sull’Adda al confine delle province di Bergamo e di Milano.

Un aiuto a ricostruire alcuni accadimenti significativi li ho tratti dal primo dei due volumi di Bergamo in prima pagina (1880-1945)3″.

uditorio

1 AMBROGIO AMATI, Il mio destino è Amore, Milano 2012.

2 AMBROGIO AMATI, La Madonna del Bosco e Papa Giovanni XXIII, Milano 2013; AMBROGIO AMATI, Il monumento a Papa Giovanni XXIII, “I Quaderni della Madonna del Bosco”, Milano 2014.

3 L’ECO DI BERGAMO, Bergamo in prima pagina (vol.1) 1880-1945, Bergamo 2013.

“Perché Papa Giovanni che continua a venirmi a cercare?”

Domenica 6 luglio, alle 14, presento “Il Monumento a Papa Giovanni XXIII” sul Sentierone all’interno della settima edizione di BergamoIncontra.

http://www.bergamoincontra.com/evento/fede-memoria-sulle-tracce-del-papa-buono/

Dopo l’introduzione di Giovanni Covili per inquadrare la presentazione nel tema generale “Come si fa a vivere?” interviene mons. Giovanni Carzaniga, membro consiglio presbiterale e parroco di S. Alessandro in Colonna, profondo conoscitore della vita e della storia di Papa Giovanni.
Seguirà il botta e risposta tra Andrea Valesini, caporedattore de L’Eco di Bergamo, e il sottoscritto.
Nel corso degli anni ho capito che è Papa Giovanni che continua a venirmi a cercare e a chiedermi di farne conoscere una parte significativa e poco conosciuta della sua vita e della sua missione! E ne sono grato oltre che felice.
Bambino sono stato accarezzato dai miei genitori dopo il celebre “discorso sulla luna” di Roncalli (11 ottobre 1962) e non lo sapevo; al liceo classico di Bergamo Paolo Sarpi avevo come compagno di classe e amico Marco Roncalli (pronipote e ora pres. Fondazione Giovanni XXIII) ma la figura di quel Papa mi era lontana; ad Avvenire sono diventato amico di don Oreste Benzi (Associazione Papa Giovanni XXIII) e ho scritto il primo libro “Maddalena, Maddalena” che lui ha presentato nel 1996 ed ho visto i principi del Papa Buono in azione; nel 2000 ho scritto “Grazie Papa Giovanni” (bigliettini delle grazie raccolte a Sotto il Monte) perché il Papa ha sempre parlato al cuore della gente semplice, che lo ama; nel 2006 ho realizzato il romanzo su “Fra Tommaso da Olera” il cui scritto “Fuoco d’amore” era sul comodino di Papa Giovanni quando è morto il 3 giugno 1963; nel 2013 ho pubblicato “La madonna del Bosco e Papa Giovanni” scoprendo che la Sua vocazione e il Suo rapporto con la Madonna del Bosco e questo santuario, al quale è legata anche la mia vita, è stato decisivo; ed ora il rettore del santuario mi ha chiesto di scrivere il quaderno “Il Monumento a Papa Giovanni XXIII”.
La cosa curiosa è che è padre Pio che mi ha “portato” da Lui. Ma questa è un’altra storia…

Il 2 giugno al Santuario della Madonna del Bosco (Lc) presentazione de “Il Monumento a Papa Giovanni XXIII” e della mostra della Fondazione Papa Giovanni XXIII

Il Card. Montini con Mons. Piazzi, prima dell'inaugurazione_28-10-1962_copyright Madonna del BoscoIl 2 giugno, alle ore 18, al Santuario della Madonna del Bosco (Lc), in una sala della “Casa del pellegrino”, si terrà la presentazione della mostra allestita dalla Fondazione Papa Giovanni XXIII di Bergamo e del quaderno “Il Monumento a Papa Giovanni XXIII” scritto e stampato per il 27 aprile, giorno dell’elevazione agli altari del Pontefice Bergamasco.

Interverranno padre Giulio Binaghi rettore del Santuario, don Ezio Bolis direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII di Bergamo ed Ambrogio Amati autore del libro.

presentazione Quaderno Monumento Papa Giovanni XXIII Madonna del Boscocopertina Quaderno 1

 

Il Monumento a Papa Giovanni XXIII alla Madonna del Bosco (Lc): le comunità e i personaggi, foto e documenti inediti

copertina Quaderno 1

All’inizio della storia che porta ad inaugurare il 28 ottobre 1962 il Monumento al vivente Papa Giovanni XXIII c’è un’idea, quella dei giovani di Missaglia (già provincia di Como ora di Lecco), Diocesi di Milano. Sostenuta dal rettore del Santuario, dal Cardinale di Milano e che trova accoglienza nella Segreteria di Stato Vaticana. Entusiasticamente portata avanti dal clero e dalla popolazione di tre diocesi e di tre province: Milano, Bergamo e Como. Da persone che vi si sono dedicate anima e corpo, come il comm. Primo Lamperti e il prevosto di Brivio Giovanni Battista Viganò.
Ma dallo stesso mons. Pietro Bosio, parroco di Sotto il Monte che aderì al Comitato d’Onore. Come pure da intere comunità e parrocchie, di cui nel mio volume ho voluto documentare persino i contributi economici…

Ma  nel volume soprattutto è raccontata la testimonianza di uomini di Chiesa quali: Angelo Giuseppe Roncalli, Alfredo Ildefonso Schuster, Giovanni Battista MontiniEcclesio Terraneo e Giuseppe Piazzi, per i quali la vita è stata memoria della fede ricevuta e la devozione alla Madonna un atto integrale di amore alla Madre.
Una moralità che ha raggiunto e coinvolto anno dopo anno nuovi pellegrini, educandoli.

«È senza dubbio una corrispondenza straordinaria – ho scritto nell’Introduzione – quella che ebbe a nascere ed amplificarsi nel secolo scorso – e che prosegue ancora oggi – tra Angelo Giuseppe Roncalli, gli Oblati Vicari, i Cardinali Schuster e Montini, i fedeli e il Santuario della Madonna del Bosco».

Per questo meritava di essere approfondita.

È quasi una consanguineità, «che Montini – proseguo nel testo – definisce in effetti “parentela spirituale”» e che trova forse la sua più alta espressione nella lettera di Roncalli sopra citata. Ma che riecheggia nelle parole di Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Piazzi, Vescovo di Bergamo, che ebbe una parte determinante nella inaugurazione del Monumento e il 15 aprile 1963 in quella dei bassorilievi in bronzo voluti per abbellirlo e completarlo, cui si riferiscono le parole che seguono, tratte dal suo bellissimo discorso, riportato integralmente nel Quaderno: «…è questo il Santuario dove, bimbo, il Pontefice veniva pellegrino insieme ai Suoi pii genitori, frammisto spesso alla fiumana di gente che, dai paesi bergamaschi, di là dell’Adda, qui confluiva e si riuniva alle devoti genti della bella Brianza, tutta piamente innamorata di questo Santuario, che è il Santuario di due terre profondamente cristiane: dove Egli seminarista, come Egli stesso ci rivela, soleva quasi ogni sabato delle Sue vacanze, venire a ritemprare il Suo spirito e a riaccendere, come a gran fuoco, il Suo cuore di chiamato dal Signore. È questo il Santuario che Egli non trascurerà mai anche nella Sua lunga vita sacerdotale, anche quando il servizio della Chiesa lo porterà lontano…».
Quella di monsignor Piazzi giunse quasi come una risposta all’elogio della tradizione cristiana e delle genti bergamasche proclamato il 28 ottobre 1962, davanti a diecimila persone dal senatore marchese Giovanni Maria Cornaggia Medici: «Qui noi c’inchiniamo – diceva – alla bergamasca cattolica, qui c’inchiniamo alle famiglie numerose, qui c’inchiniamo alle famiglie che avevano in biblioteca, come primi libri, la storia ecclesiastica e le meditazioni del Da Ponte….». Ed ancora più oltre: «Eminentissimo Signor Cardinale Arcivescovo (Montini, ndr), Eccellenze Reverendissime, Eccellenze, Sorelle e fratelli nel nome del Signore… lo m’inchino umilmente davanti alla diocesi di Bergamo, perchè in questa nobile diocesi ferma è rimasta la fede, accesa la carità, profondo il desiderio dello studio e sviluppatissimo l’anelito verso la socialità, che rappresenta per noi cristiani nient’altro che l’applicazione integrale del Vangelo e l’amore della povera gente che deve essere redenta…».
Di cui Angelo Giuseppe Roncalli è “l’applicazione integrale”.

2014-03-10 _sito ecoIeri una pagina su L’Eco di Bergamo…

ECOBG-pag34_5mar2014-SclerosiMultiplaGiorgioPrevitali

Ed anche sul numero di febbraio de L’Angelo in Famiglia

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“Ho fatto goal alla sclerosi multipla”, con la prefazione di Javier Zanetti

ho fatto goal copertinaAbbiamo presentato nella serata di sabato 14 dicembre 2o13, nell’area feste di Palazzago (Bg), in anteprima, il libro Ho fatto goal alla sclerosi multipla, con prefazione di Javier Zanetti, che ho aiutato l’amico Giorgio Previtali a scrivere. Un testo appassionante che uscirà a marzo del prossimo anno per i tipi di Ancora (Editrice Ancora – Milano, 22,00€).

E’ il racconto della sua vita, raggiunta a 22 anni (oggi ne ha 55) da questo terribile male, ancora prima di sposarsi, e di come l’abbia affontato – ridotto per dieci anni sulla sedia a rotelle – e domato, a partire dal 2005. Oggi cammina, convivendo con il male “addormentato”.

Oltre trecento invitati silenziosi e attenti hanno ascoltato l’incredibile vicenda, che ha coinvolto Giorgio e la sua famiglia (la moglie Nicoletta, i figli Marco e Daniela), nel bellissimo salone della Polisportiva presieduta da Ulisse Bertuletti, davanti al sindaco Michele Jacobelli, al parroco don Lorenzo Micheli, ai campioni premiati (Lino Crippa, Andrea Rota e Ariannna Fidanza), ad autorità, amici e parenti.

Famiglia, tenacia e testardaggine, scoperta di una forza interiore che ha approfondito nella fede, sono i pilastri che gli hanno permesso di vivere giorno per giorno e controbattere colpo su colpo. Gioia, tristezza,  entusiasmo, dolore, speranze e delusioni, riprese e cadute, spiritualità e soprannaturale si affaciano nel quotidiano vissuto. Conoscenti, amici ammalati (Associazione Bergamasca Per La Sclerosi Multipla e Associazione nazionale sclerosi multipla) e non, medici, fisioterapisti e infermieri, compagni di lavoro e di gioco, familiari e parenti partecipano e assistono alla sua doppia e drammatica trasformazione: la lenta trasformazione del corpo verso l’immobilità e l’altrettanto lenta guarigione poco spiegabile. Interiormente mai domo.

In sottofondo la sua costante passione per il calcio, che pratica fino alla malattia e in particolare per l’Inter, la sua squadra del cuore, con la partecipazione della famiglia ai ritiri di Bormio nel 2001 e di Pinzolo del 2013. Con l’idea che mi nasce e la richiesta a ottobre al Capitano Zanetti di posare insieme a lui per la copertina e di portare il suo saluto.

Natale: la lettera di padre Maurizio Bezzi, del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), che vive a Yaoundé nel Cameroun con i ragazzi di strada

gruppo (bella) feb 2004IMG_1569La comunità di Comunione e Liberazione del Cameroun (2004) col nunzio apostolico. Padre Maruzio Bezzi, in una cena a casa nostra, con l’amico-imprenditore Piero Gritti (28 settembre 2013)

NATALE 2013 – “Dio ci è diventato così vicino che Egli stesso è un uomo: questo ci deve sconcertare e sorprendere sempre di nuovo! Egli è così vicino che è uno di noi” (Benedetto XVI)

Carissimi amici,

guardando l’esperienza vissuta quest’anno direi proprio che questo fatto “Dio con noi” non finisce mai di sorprenderci.

La vita al Centro Edimar è ricca di testimonianze che altro non sono che il dilatarsi di una Presenza che agisce attraverso la nostra unità e la nostra povertà umana. Siamo spesso testimoni impotenti di un grido di dolore che chiede di essere accolto e offerto al Padre che ci ama.

E’ il grido di giovani che vedono la vita scappar loro di mano dopo anni, a volte decenni, vissuti nel vuoto e nella violenza della strada e della prigione.

E’ il dramma di persone che si chiedono: “Dov’è la vita che, vivendo, abbiamo perso?”

Papa Francesco nella Lumen Fidei ( 53 ) ha scritto: “La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita.”

Il coraggio di stare di fronte a tanto dolore. Il coraggio di prendere un ragazzo per mano, tirarlo fuori dal branco che lo disumanizza e, tra la sorpresa generale, metterlo di fronte alla verità di sé che sua madre gli rianima all’altro capo del telefono, magari a più di 1000 km di distanza.

Bill ha colto bene la nostra posizione e la proposta che ne deriva quando, pensando alla sua storia piena di odio contro tutto e tutti, constatava che l’esperienza vissuta con noi l’ha aiutato a riconciliarsi con se stesso e a intraprendere un cammino positivo.

Ola invece ha vissuto un travaglio di 3 anni. Ci ha guardati, sfidati, ascoltati, prima di decidere di consegnarci il macete col quale avrebbe voluto vendicare quella ferita inguaribile inflittagli al braccio sinistro: “Perdono, non mi vendico più” ci ha detto con le lacrime agli occhi.”Adesso mi sento più leggero. Libero”.

Tempo fa durante l’assemblea settimanale, avevamo scelto come tema la frase del Vangelo: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Iba che da anni frequenta il Centro ha detto in modo lapidario: “Senza educazione non si può gustare né la verità né la libertà “.

L’emergenza educativa è sempre di attualità.

Pat ha vissuto i suoi 12 anni di vita avventurosa tra la strada, le bravate e la prigione coronati, però, da un immenso regalo: vedendolo arrivare da lontano quasi raccogliendo le forze che gli restavano, suo padre gli è corso incontro e l’ha abbracciato. La suora che ha assistito alla scena non ha potuto che pensare alla bella parabola del figlio prodigo attualizzata.

Queste e tante altre sono le sorprese che Dio suscita tra noi, incoraggiandoci in un’ avventura certamente non facile, ma sempre bella e appassionante.

“Voi siete il nostro Gesù della strada” ci diceva un giorno Gol con gli occhi spalancati e un bel sorriso.

Il nostro desiderio è di essere sempre all’altezza di questa grande domanda che i ragazzi di strada e tutti coloro che incontriamo manifestano.

A tutti un carissimo saluto. Auguri. E grazie.

P. Maurizio

Biblioteca di Ponte San Pietro: per la serie “i Mercoledì d’Autore”, mercoledì 4 dicembre alle ore 20.30, davanti ad autorità e amici presento “La Madonna del Bosco e Papa Giovanni”

Ponte San Pietro-Biglioteca_4dicembre2013Comune di Ponte San Pietrobiblioteca Marzio Tremaglia di Ponte San Pietro_logo

 

 

 

Per la serie “i Mercoledì d’Autore”, torno volentieri dall’Amministrazione comunale (Cümü de Pùt San Piero, Bèrghem) e dalla Biblioteca “Marzio Tremaglia” di Ponte San Pietro, che mi hanno invitato mercoledì 4 dicembre 2013, alle ore 20.30, nella biblioteca comunale di via Piave 22, a presentare il libro La Madonna del Bosco e Papa Giovanni, Edizioni Ancora 2013. Ci saranno autorità e amici.

“Il libro – si legge nella locandina di presentazione – documenta la storia del Santuario della Madonna del Bosco e i suoi suggestivi intrecci con la vicenda umana e spirituale del Papa Buono”. “Fede e arte, tradizione e cultura – prosegue il testo – si uniscono in un racconto che attraversa i quattro secoli di vita di uno dei più amati e frequentati Santuari Mariani della Lombardia”.

“Accanto alle vicende che legano Giovanni XXIII al Santuario, l’autore racconta i fatti che hanno dato origine alla devozione, ciò che i pellegrini possono trovare oggi presso il Luogo Sacro e una grande quantità di informazioni che vanno dai custodi – i Padri Oblati Vicari – alle più note preghiere, iscrizioni e curiosità”.

Spero sia una bella occasione di incontro e di confronto con quanti sono devoti del Pontefice che ad aprile si appresta a diventare Santo!!!

 

 

 

Madonna del Bosco e Papa Giovanni: l’intervista andata in onda il 23 novembre su Tele Radio Padre Pio

L’intervista realizzata da Paola Russo sul libro La Madonna del Bosco e Papa Giovanni è andata in onda il 23 novembre su Tele Radio Padre Pio.